
Una guida semplice per capire quando è obbligatoria la formazione, cosa fare prima dell’ingresso in azienda e quali sono le novità per il datore di lavoro.
La legge non obbliga a formare un candidato prima dell’assunzione. Però impone una cosa molto chiara: il lavoratore deve essere formato prima di iniziare a lavorare e prima di essere esposto ai rischi della sua mansione. Inoltre, oggi anche il datore di lavoro deve seguire una formazione obbligatoria.
La sicurezza sul lavoro è regolata dal decreto legislativo n. 81/2008. Questa legge stabilisce che la formazione è una parte fondamentale della prevenzione.
In pratica, non basta “fare un corso” qualsiasi. La formazione deve essere utile e coerente con il lavoro che il dipendente andrà a svolgere e con i rischi reali presenti in azienda.
Per questo motivo, la formazione è collegata direttamente alla valutazione dei rischi e all’organizzazione aziendale.
Spesso si parla di “fase preassuntiva”, ma è importante chiarire un punto: non esiste un obbligo di formare il candidato prima che venga assunto.
La legge dice invece che la formazione deve avvenire al momento dell’assunzione (o comunque prima che il lavoratore inizi a lavorare).
Questo significa che il datore di lavoro deve organizzarsi in anticipo, ma soprattutto deve evitare che il lavoratore inizi l’attività senza essere formato.
In altre parole, il problema non è quando si fa il corso, ma che il lavoratore non lavori senza formazione adeguata.
Le regole attuali prevedono una formazione divisa in due parti:
In totale:
Attenzione!: questi numeri sono solo il minimo. La formazione deve essere adattata ai rischi reali dell’azienda e della mansione.
In alcuni casi serve anche formazione pratica (addestramento), ad esempio per usare macchinari o attrezzature particolari.
Oggi non è solo il lavoratore a dover essere formato. Anche il datore di lavoro ha un obbligo formativo.
Questa novità è stata introdotta nel 2021 e serve a far sì che chi gestisce l’azienda sia davvero consapevole delle proprie responsabilità in materia di sicurezza.
In pratica, il datore di lavoro non può più limitarsi a organizzare la formazione degli altri: deve formarsi anche lui.
Le nuove regole stabiliscono che il datore di lavoro deve seguire:
C’è anche una scadenza importante: le aziende hanno 24 mesi per mettersi in regola.
Per questo è fondamentale verificare subito se il datore di lavoro ha già fatto questa formazione.
Prima di far entrare un lavoratore in azienda, è utile seguire una checklist:
Un errore molto comune è pensare che basti un corso online per tutto: non è sempre così. Alcuni corsi richiedono presenza o modalità specifiche.
Le conseguenze possono essere serie.
La legge prevede sanzioni per il datore di lavoro, anche penali, con arresto o multe.
Ma il rischio più grande emerge in caso di infortunio: se il lavoratore non è stato formato correttamente, il datore di lavoro può avere responsabilità molto gravi.
Per questo la formazione deve essere fatta bene e deve essere documentata.
La fase prima dell’ingresso del lavoratore è fondamentale.
È il momento in cui l’azienda deve dimostrare di aver organizzato la sicurezza in modo serio e preventivo.
Gestire bene questa fase significa:
In sintesi, la sicurezza non deve essere fatta dopo, ma prima.
| Verifica | Cosa fare |
|---|---|
| Mansione | Definire le attività e i rischi del lavoratore |
| DVR | Controllare che sia aggiornato |
| Formazione lavoratore | Organizzare i corsi prima dell’ingresso |
| Addestramento | Verificare se serve formazione pratica |
| Datore di lavoro | Controllare la sua formazione obbligatoria |
| Documenti | Conservare attestati e registri |
Se vuoi approfondire il quadro normativo completo, ne parliamo più approfonditamente qui.