La sinergia tra il Modello 231 e il Bilancio di sostenibilità
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La sinergia tra il Modello 231 e il Bilancio di sostenibilità

Modello 231 e il Bilancio di sostenibilità – Nell’ambito del generale impegno da parte dell’Unione Europea di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e, più nel dettaglio, delle misure normative legate all’Industrial Green Deal, si inserisce la Direttiva n. 2022/2464, che ha introdotto la cosiddetta Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
In concreto, da una parte, la nuova direttiva mira a rendere ancora più efficace l’informativa di sostenibilità delle imprese, integrando la stessa all’interno dei modelli di business adottati; dall’altra, amplia in modo considerevole il novero delle aziende coinvolte.
Quelle normativamente tenute alla rendicontazione in esame passeranno da 11.700 a circa 50.000 in tutta Europa: l’obbligo di redigere la dichiarazione non finanziaria è esteso, infatti, a partire dal 2026, anche alle PMI quotate.

Il principio di doppia materialità

L’altra rilevante novità introdotta dalla direttiva analizzata è quella inerente al principio della cosiddetta doppia materialità (materialità finanziaria e materialità di impatto): le imprese non devono soltanto rendicontare l’impatto dei fattori ESG, ma devono, altresì, quantificare in che modo il business aziendale impatti sull’ambiente e sulle comunità con cui essa interagisce, cosicché dal bilancio possano emergere tanto gli impatti verso l’interno, quanto quelli verso l’esterno.
Da questi brevi cenni è possibile rilevare come nella volontà del legislatore europeo già si coglie un vero e proprio inscindibile collegamento tra i rischi e gli impatti ESG ed il Modello 231, laddove si impone agli amministratori l’adozione di un assetto organizzativo volto ad instaurare una serie di comportamenti proattivi necessari ad attuare un’efficace difesa preventiva contro eventi patologici per la società.

Conclusioni sulla sinergia tra Modello 231 e Bilancio di sostenibilità

In definitiva, il cosiddetto Modello 231 svolge un ruolo di spicco nell’ambito della compliance sostenibile, per cui per beneficiare dall’esenzione dalla responsabilità dell’ente, l’imprenditore è tenuto ad assicurare il rispetto della normativa in esame nella sua totalità ovvero ottemperando agli standards in ambito ambientale, economico e sociale che i modelli analizzati gli impongono (questi ultimi, però, è bene ricordarlo, devono essere delineati in base alle specifiche caratteristiche e alla struttura della singola azienda presa in esame).

L’esperienza dei professionisti di Open Impresa nella consulenza legale strategica riesce a garantire la realizzazione di un sistema di compliance integrato in cui, così come richiesto dal legislatore europeo, Modello 231 e Bilancio di sostenibilità siano in stretto rapporto e continuo dialogo tra loro, assicurando così, allo stesso tempo, l’ottemperanza all’obbligo normativo stabilito e la funzione di prevenzione dai rischi legali.

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